Orgoglio - Cu.Bo 1-1
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Aprile 2011 10:03

orgoglio-cubo Biancorossi in 10 per quasi tutta la partita raggiunti nuovamente nel finale
Alla banda-Baldini non basta un gol di Mancinelli e una buona prova del collettivo per portare a casa la vittoria dal minuscolo campo di Mascarino incappando in una serata storta del direttore di gara e conquistando quindi il quinto pareggio del 2011che, con la regola dei tre punti, è utile come scalare l'Everest con le infradito...



Eccoci qui, dopo un week-end di "libero pensiero" per sbollire la rabbia e riappacificarci con il karma; c'eravamo ripromessi di non parlare degli arbitri perchè, anche se grossolanamente sbagliano quanto noi e, questo è poco ma sicuro, a questi livelli non c'è affatto malafede ma soltanto semplici errori umani (seppur a ripetizione e da ambo le parti).

Il calendario regala agli uomini di Mister Baldini la trasferta in quel di Mascarino-Venezzano, una trentina di Km a nord di Bologna con le prime difficoltà sorte per alcuni cubisti che si perdono nella campagna della bassa Bolognese.

Per questa ostica trasferta Mister Baldini decide di cambiare le carte affidandosi all'esperienza di Bartolini assente da tempi immemorabili schierando quindi De Biase tra i pali, linea difensiva composta da Diolosà, Mancinelli e, appunto Bartolini, a centrocampo Musiani e Minzoni con ai lati Gatto e Shameti, davanti il trio offensivo composto da Burgo, Vullo e Francese.

La partita si innervosisce quasi subito quando, dopo pochi minuti l'arbitro Malossi concede un clamoroso rigore per i padroni di casa: l'attaccante dell'Orgoglio si allunga notevolmente il pallone che termina mestamente tra le braccia di De Biase e, continuando la corsa si schianta contro Mancinelli girato di spalle, tra l'incredulità generale viene fischiato il penalty che, fortunatamente (a volte esiste un Dio del Calcio), viene calciato a lato. Passato il pericolo (ma non l'arrabbiatura crescente) i cubisti cominciano a macinare gioco e come dinamismo superano di gran lunga gli avversari; purtroppo passano pochi minuti e Bartolini, reo di aver gridato "sveglia" e di aver interrotto un'azione a centrocampo, viene espulso per somma di ammonizioni lasciando quindi i compagni in inferiorità numerica da metà del primo tempo, dall'arrabbiatura si passa facilmente all'incazzatura nei confronti del direttore di gara soprattutto da parte della panchina che ribolle come una pentola a pressione. Ma i Baldini-Boys reagiscono anche a questa ingiustizia gettando il cuore oltre all'ostacolo e così, da una punizione battuta sulla trequarti sinistra è Mancinelli in avanti con "licenza di uccidere" a siglare lo splendido 0-1 con un tiro al volo.

L'uomo in meno non sembra, per ora, penalizzare i cubisti che comandano il gioco anche grazie al sacrificio di Gatto che arretra in marcatura e di Shameti che per una volta rinuncia alle sue scorribande offensive per dedicarsi completamente alla fase difensiva sul numero 78 di gran lunga l'uomo più pericoloso in quanto a mobilità. Musiani sembra essere definitivamente tornato il "Tatanka" dell'anno scorso annichilendo di testa tutti i palloni che passano sulla linea mediana tanto da costringere i padroni di casa a lanci lunghi per gli attaccanti ma spesso sbagliati o intercettati da un ottimo Mancinelli mentre davanti Francese pressa chiunque passi nel giro di 50 metri e un Burgo ispirato tiene in apprensione la retroguardia dell'Orgoglio. La ripresa non vede cambi da parte di Baldini, i cubisti, sempre con un uomo in meno, arretrano il baricentro con Vullo che addirittura si sposta nella linea dei difensori costretto anche da un cambio da parte dell'Orgoglio che inserisce il terzo attaccante, è però Shameti a dare l'illusione del gol con una progressione delle sue e con un tiro che termina fuori davvero di un soffio, pochi minuti dopo è sempre il numero 20 albanese (oggi in casacca numero 13) a servire un bel pallone in mezzo dove Francese non arriva per questione di centimetri e sulla ribattuta la conclusione di un biancorosso viene respinta dalla schiena di un difensore a portiere ampiamente battuto. L'Orgoglio comunque è squadra tenace e non appena il Cu.Bo comincia a calare il ritmo e ad accusare la fatica dell'uomo in meno ecco che per la porta cubista cominciano i dolori, al ventesimo della ripresa si fà male De Biase, a portiere a terra viene chiesto l'intervento della panchina ma nè gli avversari nè tantomeno l'arbitro lontano dall'azione almeno una sessantina di metri si rendono conto e proseguono andando alla conclusione miracolosamente respinta da De Biase con un sussulto prima di ricadere a terra e abbandonare definitivamente il campo per il rientrante Schirinzi. Il lancio lungo dei giocatori in divisa nera è una costante che mette spesso in condizione gli attaccanti di arrivare al tiro o al cross, in uno di questi traversoni infatti, Diolosà nel tentativo di anticipare il numero 10 avversario infila la propria porta per il più classico degli autogol e poco dopo Mancinelli ingannato dall'uscita di Schirinzi appoggia indietro di petto fornendo di fatto un ottimo assist per il centravanti dell'Orgoglio che, stupito da tanta generosità, non riesce a centrare lo specchio della porta per pochi centimetri.

L'Orgoglio a questo punto intuisce che i cubisti sono un pò alle corde e comincia a crederci attaccando con tutti gli effettivi, in una di queste azioni viene fischiato un fuorigioco obbiettivamente inesistente all'attaccante avversario lanciato in porta, la pressione della squadra di Mascarino però concede le ripartenze biancorosse, in una di esse un pallone destinato a Burgo già lanciato in campo aperto viene intercettato volontariamente da parte dell'ultimo uomo in difesa (tra l'altro già ammonito) che si esibisce in una spettacolare schiacciata pallavolistica col chiaro intento di fermare l'azione ribattendo la palla su Minzoni che raccoglie il pallone di mano per andare a calciare la punizione, l'arbitro conclude in bellezza la sua seratona non vedendo nulla.

Tra le cose da salvare di questa serata è certamente l'unione del gruppo e il sacrificio di tutti, da quelli in campo a quelli in panchina, tutti i cubisti stanno remando nella stessa direzione e questo è un bene, di negativo, se così vogliamo chiamarlo, è la cronica incapacità di chiudere le partite e di farsi raggiungere nuovamente negli ultimi minuti di gara. La classifica non sorride ancora e, ancora di più, la partita di sabato prossimo contro il Costarica è più che importante, è determinante.